A casa, al lavoro, con gli amici o in vacanza… la comunicazione condiziona ogni singolo istante della nostra vita e tutte le nostre relazioni… ognuno di noi ha la necessità di comunicare qualcosa a qualcuno… ma siamo veramente sicuri di comunicare in modo consapevole?

Due individui possono stare in silenzio eppure questo non basta per interrompere la comunicazione tra loro: Non si può non comunicare!

(Watzlawick, Beavin, Jackson)

Dopo aver approfondito gli elementi fondamentali della comunicazione, abbiamo capito come la comunicazione umana si possa classificare in  sociale, destinata ad una diffusione di massa senza particolari interazioni dirette, o interpersonale, propria delle relazioni interlocutorie.

La comunicazione interpersonale, a sua volta,  può essere suddivisa in verbale, paraverbale e non verbale.

Ecco la mia prima grande sorpresa… scoprire come questi tipi di comunicazione interpersonale possano influenzare un processo comunicativo in un modo completamente inaspettato rispetto a quanto solitamente immaginato, se non lo ricordi leggi il contributo dei metodi comunicativi.

 

Pragmatica della comunicazione

Paul Watzlawick, psicologo e filosofo austriaco naturalizzato statunitense, insieme a J. H. Beavin  e  D. D. Jackson , illustri esponenti della Scuola di Paolo Alto in California, pubblicarono nel 1967 il libro “Pragmatica della comunicazione umana” in cui sono riportati i risultati di importanti ricerche legate proprio alla comunicazione.

A livello di comunicazione interpersonale, verbale e non verbale, esistono delle regole, gestite in modo consapevole o inconsapevole, in grado di influire nel processo comunicativo… determinandone la buona riuscita o meno dello stesso.

In questo libro, risultato di molti anni di studi e ricerche, sono riepilogate le principali leggi della comunicazione,  oggi note anche come “I 5 assiomi della comunicazione”:

  • Non si può non comunicare.
  • I messaggi possiedono un aspetto di contenuto ed uno di relazione.
  • Il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi.
  • La comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici.
  • Le relazioni simmetriche e complementari.

Questi assiomi rappresentano dei postulati tanto semplici quanto fondamentali, in grado persino di stravolgere la psicologia contemporanea.

La violazione di questi principi può mutare una comunicazione, trasformandola da corretta a disturbata. La deviazione spinta di questi principi può addirittura provocare comportamenti patologici.

 

Non si può non comunicare

Ogni nostra parola, o singolo comportamento, sta comunicando qualcosa a qualcuno… non è possibile interrompere completamente la comunicazione interpersonale a nostro piacimento. Non è infatti assolutamente pensabile il concetto di “non comportamento”.

Il solo fatto di stare fermi e immobili comunica che non abbiamo desiderio di interagire con chi ci sta vicino, stiamo quindi influenzando i nostri interlocutori… che risponderanno di conseguenza a questo messaggio.

Una parola, un comportamento, una decisione, un modo di porsi… tutto sta comunicando qualcosa di noi agli altri. Persino l’indifferenza, o la passività dei nostri comportamenti, stanno comunicando.

Non dobbiamo quindi chiederci se stiamo comunicando, ma cosa stiamo comunicando… possiamo anche comunicare in modo inconsapevole o in modo inappropriato… ma stiamo sempre comunicando qualcosa a qualcuno.

 

I messaggi possiedono un aspetto di contenuto ed uno di relazione

Ogni messaggio, che stiamo inviando, è composto da due livelli… il primo riguarda il contenuto oggettivo che esplica cosa stiamo comunicando… il secondo è il tipo di relazione che vogliamo instaurare con il nostro interlocutore, ovvero come vogliamo trasmettere l’informazione.

Quando comunichiamo… non stiamo solo indicando cosa vogliamo trasmettere… ma definiamo anche come vogliamo inviare il messaggio.

Possiamo ad esempio chiedere una cosa con un tono gentile, aggressivo, autoritario, confidenziale o rispettoso… a seconda della persona a cui ci stiamo rivolgendo.

L’aspetto relazionale del messaggio è anche definito “metacomunicazione”, questo livello di comunicazione lo utilizziamo più o meno inconsapevolmente… alle volte lo usiamo anche prima di pensare all’informazione stessa da trasmettere, quasi a definire già il contesto della comunicazione in sé.

 

Il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi

Hai mai provato a scrivere una frase e rileggerla dopo aver modificato la punteggiatura?

Ecco… il senso è proprio questo… cambiando la punteggiatura cambia tutto il significato della comunicazione e della relazione.

Una forma di comunicazione ha in sé diverse modalità di espressione, che si formano e si modificano in fase di interazione fra due o più interlocutori.

Queste diverse forme di espressione dipendono proprio dalla punteggiatura e dalla composizione degli eventi… in altre parole dal modo in cui ognuno di noi percepisce corretta la propria versione dei fatti… il proprio punto di vista.

 

La comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici

Come già visto negli elementi fondamentali della comunicazione, un flusso informativo utilizza canali verbali e non verbali.

 

La comunicazione verbale utilizza canali digitali arbitrari

Il linguaggio digitale richiede l’uso delle parole, ovvero dei segni che utilizziamo in modo arbitrario per descrivere qualcosa.

La composizione di lettere, il rispetto delle regole grammaticali, riproducono nella nostra mente un qualcosa che riusciamo a raffigurare.

Non esiste un’analogia fra una parola e l’oggetto ad essa attribuito, l’associazione fra parola e oggetto è una convenzione creata nella lingua parlata e scritta.

 

La comunicazione non verbale utilizza canali analogici non arbitrari

Con la comunicazione analogica usiamo il concetto di somiglianza, analogia, fra la comunicazione stessa e ciò che stiamo comunicando. Uno degli esempi più lampanti è la risata di gioia, comunicazione non verbale, con la quale manifestiamo una relazione non arbitraria che lega il significato, gioia, con un’analogia, l’espressione del nostro viso e la nostra emozione.

 

Coerenza fra comunicazione digitale e analogica

La comunicazione deve essere coerente nei due mezzi di comunicazione. Una errata interpretazione fra comunicazione analogica (quello che vediamo) e comunicazione digitale (quello che pensiamo) può provocare una distorsione del messaggio che stiamo ricevendo (fraintendimento).

 

Le relazioni simmetriche e complementari

Un processo comunicativo può essere simmetrico o complementare, a seconda delle interazioni comunicative.

Per simmetrica si intende una comunicazione in cui gli interlocutori si sentono allo stesso livello… nessuno vuole essere sottomesso… questo atteggiamento può provocare interazioni accese e aggressive.

Si parla invece di interazione complementare quando gli interlocutori si pongono l’uno in posizione di superiorità (one up) e l’altro in posizione subordinata (one down), classico è l’esempio del datore di lavoro e del dipendente.

 

Focus

La comunicazione può essere classificata genericamente in sociale e interpersonale.

A sua volta possiamo suddividere quella interpersonale in verbale, paraverbale e non verbale.

La comunicazione segue principalmente regole e criteri convenzionali che utilizziamo nel nostro quotidiano, più o meno inconsapevolmente.

Ora abbiamo capito l’importanza di una corretta comunicazione… ma è altrettanto importante sapere ascoltare… anche solo ascoltando qualcuno stiamo comunicando qualcosa… banalmente il nostro interesse nei suoi confronti.

 

 


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Ultimo aggiornamento: 21.06.2020

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