Il cambiamento è uno dei pilastri fondamentali della vita, supporto primario per il nostro processo di miglioramento continuo e conseguente benessere personale. Ma allora… perché è proprio una delle cose più ostiche da affrontare? Perché abbiamo tutta questa reticenza a cambiare il nostro quotidiano? Perché facciamo così fatica ad intraprendere una strada che quasi sicuramente ci farebbe stare meglio?

 

Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale

                                                                            C.S. Lewis

 

Questa semplice frase identifica molti dei concetti fondamentali che stanno alla base del processo del cambiamento… tutti possiamo metterci in discussione e ricominciare dall’incipit.

Nessuno inizierà al posto nostro una fase di miglioramento… del resto “homo faber fortunae suae”… sei tu l’artefice del tuo destino.

Quindi… cosa aspetti? Inizia a prendere coscienza delle azioni da intraprendere per cambiare adesso.

La principale paura che frena il nostro impulso di cambiamento è proprio quella di fallire, secondariamente subentra una sorta di autoprotezione della nostra mente.

L’istante in cui ti sarai veramente convinto di voler cambiare… corrisponderà proprio al momento in cui avrai fatto il primo passo nel percorso del cambiamento. Ovviamente non basta dire “si… ok… sono convinto…”, non funziona così… devi esserne veramente convinto.

Consci del fatto che il cambiamento potrebbe generare, nella nostra mente, stati di ansia, resistenza e paura, che andrebbero a minare la buona riuscita del nostro progetto, non sarebbe male riuscire a conoscere in anticipo gli sbalzi d’umore cui potremmo andare incontro durante queste fasi di cambiamento, in modo da anticipare e agevolare il nostro percorso.

Come dicevo… il cambiamento è uno dei pilastri fondamentali della vita, ovviamente se hai voglia di crescere e migliorare. Questo elementare concetto vale per qualsiasi tipo di cambiamento… avviare una propria attività, imparare un mestiere, cambiare abitazione, cambiare organizzazione aziendale, cambiare vita. Ogni forma di cambiamento, piccola o grande che sia, comporta dei sacrifici più o meno importanti.

Dopo aver capito come approcciamo nei confronti di un cambiamento, teoria approfondita nel Modello Transteorico del Cambiamento, è interessante osservare gli aspetti emotivi che un cambiamento può scatenare in ognuno di noi.

Prima di cominciare… pensa ad un cambiamento che hai operato nella tua vita. Quando leggerai le fasi del cambiamento, di cui ti parlerò fra poco, prova a ripercorrere le sensazioni che hai provato proprio in quei precisi istanti.

 

Ciclo emotivo del cambiamento

Negli anni ’70… due ricercatori americani, Don Kelley e Daryl Conner, osservarono i comportamenti che caratterizzavano, con una certa consuetudine, gli stadi del cambiamento che si potevano raggruppare in 5 fasi.

Queste loro teorie vennero poi pubblicate nel “1979 Annual Handbook for Group Facilitators” e oggi sono note come “Emotional Cycle of Change”, ovvero ciclo emotivo del cambiamento.

Di seguito una rappresentazione delle fasi del cambiamento, individuate dai ricercatori Don Kelley e Daryl Conner:

 

Grazie a questi concetti possiamo identificare gli stati d’animo che, potenzialmente, dovremo affrontare durante un cambiamento.

Queste teorie non possono che darci un enorme vantaggio per fronteggiare le emozioni ingiustificate, di euforia o di sconforto, che caratterizzano le fasi di un processo di miglioramento e che possono influire sul risultato del nostro progetto.

Comprendere il ciclo emotivo del cambiamento è un passaggio fondamentale sia per la nostra crescita personale che professionale, sintetizza infatti i processi emotivi che potremmo attraversare durante un cambiamento.

 

Ottimismo disinformato o ingiustificato (Fase 1)

Questo è di gran lunga il momento più emozionante… il primo momento… chi non ricorda il primo bacio… il primo giorno di scuola o il primo progetto?

In questa fase siamo portati a pensare solo alle cose piacevoli del cambiamento, ignorando quelle che potrebbero non essere altrettanto piacevoli… è un momento di grande euforia… la sola idea di poter vedere nascere qualcosa di nuovo crea uno stato di felicità ingiustificata.

Gli aspetti negativi non ci sfiorano minimamente, come se non esistessero o fossero comunque trascurabili… la nostra energia è massima ed il nostro entusiasmo non è da meno. Questi stati d’animo sono basati su proiezioni della nostra mente, non su considerazioni reali.

In ogni caso… questo è proprio il momento giusto per costruire delle solide basi per il nostro progetto… bisogna fare molto in fretta… questa fase è importante ma è destinata a durare poco.

Iniziamo subito a scrivere tutti gli aspetti positivi che vogliamo ottenere con questo cambiamento… annotiamoli, registriamoli e teniamoli sempre vicini… saranno la nostra guida per tutto il progetto… facciamo in modo di scandire le tempistiche e di stabilire ogni singolo obiettivo.

In questa fase dobbiamo incidere la nostra forte motivazione in modo permanente… dovrà essere la nostra ancora di salvezza… il nostro oracolo, cui potremo attingere nei momenti di sconforto (come l’oracolo di Neo nella saga di Matrix).

Teniamo sempre presente la regola dei piccoli obiettivi… non dobbiamo mai guardare in cima alla scala, teniamo fisso lo sguardo sul prossimo gradino… l’obiettivo immediatamente successivo.

Definiamo un piano d’azione… in modo da fare piccoli passi, salendo un gradino per volta, con estrema continuità e costanza.

Se per esempio il tuo cambiamento consiste nel cominciare a correre la mattina presto… non iniziare subito con un tragitto di 1500 Km già la prima volta, altrimenti è normale che la nostra mente attivi immediatamente l’allarme rosso… facendoci gettare la spugna.

Insomma… stiliamo una vera e propria pianificazione del nostro progetto, definendo anche delle gratificazioni che ci riconosceremo al superamento di ogni singola fase.

 

 Pessimismo informato o giustificato (Fase 2)

Sarebbe bello non fosse così, ma… la fase di entusiasmo ingiustificato è destinata a finire… troppo presto purtroppo… parliamo di settimane o addirittura giorni.

Arrivano i primi ostacoli, le prime delusioni, le prime situazioni che creano fastidio e frustrazione… la nostra mente inizia ad alzare le prime barriere difensive… il “porto sicuro”, la “gabbia dorata”, il “mare mosso”… ricordano nulla?

La realtà si mostra per come è… piano piano iniziamo a constatare che esistono anche gli aspetti meno piacevoli che non volevamo vedere.

L’entusiasmo inizia a scemare, lasciando spazio al pessimismo e alla frustrazione. Iniziamo a dubitare di ciò che prima ci sembrava assolutamente chiaro e fattibile.

Iniziano a palesarsi i sacrifici che dovremo affrontare e nel contempo l’entusiasmo, che ci aveva assalito, inizia ad affievolirsi.

Cominciamo a chiederci se conviene davvero proseguire in questo nostro percorso o se non sia il caso di abbandonare subito, cercando di trovare chissà quale giusta motivazione per lasciare la presa, ricordi il dogma inderogabile?

 

La valle della disperazione

Tanto impegno e pochi risultati… ma perché ho iniziato questa cosa? Dove sto sbagliando? Aspetto ancora un po’ e poi vediamo.

Ecco… stiamo varcando al galoppo la soglia della valle della disperazione… la fine indiscussa del nostro progetto.

Statisticamente parlando… la maggior parte di coloro che si avventurano in un processo di cambiamento, circa il 90 – 95 %, abbandona proprio in questa fase.

Da un punto di vista emotivo… questo è il momento più critico del nostro viaggio… come dicevo, molti abbandonano proprio in questo momento, dando fine così al proprio progetto di cambiamento o ritornando alla prima fase con un nuovo progetto.

In questo momento iniziamo a prendere coscienza degli sforzi che dovremo affrontare nel nostro percorso di cambiamento. Il traguardo finale ci sembra ora lontanissimo… ecco… ti avevo detto di non guardare il punto più alto della scala ma solo il prossimo gradino.

Come terminare al più presto questo senso di frustrazione, insoddisfazione e disagio?

Ovviamente molti scelgono la strada più semplice… quella che ci riporta nella nostra “confort zone”… al punto di partenza… nel nostro “porto sicuro”… riconfigurando la nostra vita al momento prima dell’inizio del percorso di cambiamento… tutto sommato… non si sta così male. Vero?

Ovviamente è una domanda retorica !!!

Come ti dicevo… la maggior parte di chi si avventura in un percorso di cambiamento termina proprio in questa fase, buttando via tutti gli sforzi fatti sino a qui.

Con il morale sotto i tacchi… l’energia oramai quasi tutta esaurita… le idee che sembrano mancare… il traguardo finale non più visibile… ci avventuriamo in questa valle impervia, dove via via aumenteranno le nostre insicurezze e la probabilità di abbandono.

 

Realismo promettente (Fase 3)

La maggior parte di coloro che si avventurano nel viaggio del cambiamento si perdono nella valle della disperazione. Tentano più volte di ripartire ma terminano sempre in questa valle… facendo crescere, in questo modo, il senso di insoddisfazione e frustrazione.

Solo riuscendo ad oltrepassare questa fase si potrà ambire al risultato finale, quindi al successo del proprio progetto.

Per uscire dalla valle della disperazione dobbiamo attraversare le fase del realismo promettente.

Qui tutto dipende da noi e dalla nostra forza di volontà, possiamo aiutarci seguendo questi semplici consigli:

  • Piccoli obiettivi… senza guardare al traguardo finale ma facendo un passo alla volta.
  • Continuità e costanza… manteniamo sempre concentrazione, andatura regolare e senza distrazioni.
  • Definiamo delle date… ci serviranno per scandire i traguardi intermedi, entro cui raggiungere gli obiettivi di breve periodo.
  • Punto della situazione… al raggiungimento di ogni obiettivo, facciamo sempre delle valutazioni sul nostro lavoro.
  • Annotiamo i risultati… registriamo tutti i successi e gli eventuali insuccessi, da cui trarre spunti di miglioramento.

 

Ottimismo informato o giustificato (Fase 4)

Superate le fasi di crisi e difficoltà iniziale… si cominciano ad intravvedere i primi timidi risultati.

Questi successi determinano un nuovo sano ottimismo, finalmente giustificato, oltre ad una nuova carica di fiducia e autostima… “ma allora… forse… il nostro progetto non è poi così male“.

Nonostante i periodi di sconforto, abbiamo tenuto duro… ed è così che i primi successi, piccoli o grandi che siano, stanno arrivando.

Facciamo passare almeno 3 settimane… manteniamo sempre le stesse semplici regole utilizzate nella valle della disperazione e nella fase del realismo promettente.

Stiliamo una lista di successi e relativi stati d’animo, cui siamo andati incontro dopo aver superato le fasi più dure.

Continuiamo ad annotare gli insegnamenti ricavati dai momenti di difficoltà, attraversati per arrivare sino a qui.

In questa fase stiamo riconfigurando la nostra mente e l’idea che aveva sulle resistenze al cambiamento… motivo per cui, queste nostre analisi introspettive, sono un passaggio fondamentale per scardinare tutte le paure che si erano fossilizzate in noi.

Una volta usciti dalla fase del realismo promettente, si ritorna nella zona delle emozioni positive… si riprende coraggio e si iniziano a vedere risultati più decisi, frutto dei propri sacrifici… “forse… quello che avevamo pensato può veramente essere vincente“.

Da questo momento in avanti, ogni risultato ci darà ulteriore carica e motivazione a proseguire.

Non facciamoci prendere dall’euforia… manteniamo una dose di sana umiltà e ricordiamoci di rispettare le poche regole che ci hanno portato sino a qui… costanza, regolarità e piccoli obiettivi.

In questa fase, dobbiamo rimanere concentrati su risultati giornalieri… per un periodo di almeno 3 mesi.

La carica emotiva, restituita dai risultati raggiunti, sarà fondamentale per affrontare qualsiasi nuova incognita dovesse interporsi fra noi ed il nostro obiettivo finale.

Consolidiamo il risultato ottenuto… poniamoci come esempio e guida per coloro che stanno cercando di uscire dalla valle della disperazione inseguendo un obiettivo simile al tuo.

Questo servirà a loro, come motivazione, incoraggiamento ed esempio da seguire nei momenti critici… ma soprattutto a noi per consolidare quanto imparato e ottenuto… così da perseverare nel processo di cambiamento e miglioramento.

 

Successo o completamento e realizzazione (Fase 5)


Consolidata anche la fase di ottimismo giustificato iniziamo a percorrere lo step più gratificante, quello in cui i risultati iniziano a dare i loro frutti in modo deciso… siamo alla fase finale del ciclo emotivo del cambiamento.

Gli sforzi che abbiamo fatto cominciano ad essere percepiti come giusti e spesi bene. Le attività che prima ci sembravano pesanti, ora non vengono più recepite come sforzo.

Adesso è il momento di gioireesaltiamo quello che abbiamo fatto e come lo abbiamo ottenuto. Dobbiamo comunicare a noi stessi che siamo grandi… abbiamo portato a compimento un capolavoro e dobbiamo sempre esserne orgogliosi.

Insomma… festeggiamo come se non ci fosse un domani… è ora di far capire alla nostra mente che cambiare si può… deve ricordare questo momento.

Questo servirà per far crescere ulteriormente la nostra autostima e la nostra forza di volontà.

Tutti i nostri sforzi verranno ricompensati, restituendoci gradite soddisfazioni… questo ci farà dimenticare dimenticare persino il peso dei sacrifici compiuti nella fase iniziale.

Ci siamo riusciti e dobbiamo esserne orgogliosi !!!

 

Focus

 

Il cambiamento comporta inevitabilmente un percorso emotivo… impariamo a conoscerlo per sapere come anticiparlo e gestirlo in ogni momento.

 

 

 

 

 


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Ultimo aggiornamento: 06.06.2020

 

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