Il termine comunicazione, per come lo conosciamo oggi, deriva dal latino “cum” e “munire” ovvero legare insieme. Con questo termine si intende, infatti, il processo e la modalità di trasmissione di un’informazione da un individuo ad un altro. Ma siamo veramente sicuri che quello che vogliamo trasmettere arrivi correttamente al nostro interlocutore?

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.

(Paulo Coelho)

Ti sei mai soffermato a riflettere su quanto sia affascinante poter ammirare la bellezza del mondo che ci è stato prestato…  su quanto sia meraviglioso poterne osservare i colori… ascoltare le melodie che la natura stessa ci regala… annusarne i profumi… percepire le sensazioni di caldo o freddo.

Tutte cose assolutamente “normali”… che a volte non apprezziamo abbastanza… succede molto spesso che ne capiamo la reale importanza solo quando, temporaneamente, ci vengono sottratte.

Spesso tendiamo a dare per scontate situazioni che fanno parte del nostro quotidiano… proprio come il delicato processo della comunicazione.

Proviamo solo un attimo a pensare come sarebbe difficile esprimere un concetto, un episodio, un pensiero, un sentimento… se non riuscissimo a comunicare in modo adeguato o se fosse impossibile far comprendere il nostro messaggio.

Iniziamo quindi questo nostro percorso insieme… partiamo dalle basi della comunicazione, approfondite negli anni da illustri studiosi appassionati proprio di questo tema.

Questo viaggio ci potrà aiuterà a capire meglio cosa si possa celare durante un qualsiasi momento di interazione fra due o più individui… ponendosi quindi come ausilio per il miglioramento del nostro modo di comunicare.

Continua a seguirmi… potresti scoprire, come è successo a me, un mondo per il quale vale la pena soffermarsi a riflettere anche solo per pochi istanti.

Iniziamo il percorso proprio da questo articolo… per approfondire i principali concetti della comunicazione, partendo dalle basi… questo ci permetterà di prendere coscienza su come possano vederci gli altri.
 

Gli elementi strutturali

Il termine comunicazione, per come lo conosciamo oggi, deriva dal latino “cum” e “munire”, ovvero legare insieme.

Con questo termine identifichiamo tutto il processo interattivo e la modalità di trasmissione di un’informazione da un individuo ad un altro.

Comunicare non significa semplicemente “parlare”… è tutto un insieme di azioni che svolgiamo, a volte inconsapevolmente, per avviare un processo interattivo grazie al quale riusciamo a condividere ogni cosa… sentimenti, emozioni, informazioni… insomma tutto quello che vogliamo trasmettere agli altri.

Al fine di rendere ottimale lo scambio di informazioni, fra due o più individui, è necessario che alcune semplici regole di base siano rispettate.

Prima di addentrarci nei meandri della comunicazione, partiamo da alcuni concetti basilari che ci aiuteranno a definire meglio i confini di questo delicato argomento che è la comunicazione.

Roman Jakobson, linguista semiologo russo naturalizzato statunitense, pose le basi dello studio sulla teoria della comunicazione… a lui dobbiamo la prima definizione dei sei elementi essenziali della comunicazione:

  • Mittente o emittente, colui che invia un messaggio.
  • Destinatario o ricevente, chi riceve il messaggio.
  • Messaggio, informazione che si vuole trasmettere.
  • Referente o contesto, luogo e condizioni in cui avviene il processo comunicativo.
  • Canale o contatto, mezzo di propagazione del messaggio.
  • Codice, modalità di trasmissione del messaggio.

Come abbiamo visto, il processo comunicativo ha come obiettivo principale quello di consentire il transito di informazioni in modo corretto, fra colui che invia il messaggio e chi lo riceve… superfluo aggiungere che quello che vogliamo comunicare deve poter arrivare a destinazione ma soprattutto deve poter essere compreso.

Questa osservazione, che può sembrare addirittura banale per quanto semplice, è alla base del nostro progresso… se non addirittura della nostra esistenza.

Parliamo infatti di sociologia della comunicazione ovvero di quel fenomeno complesso e fondamentale, per quanto semplice possa apparirci, che è alla base della nostra civiltà e della nostra cultura.

 

La classificazione

Sono molteplici i metodi comunicativi che spesso utilizziamo in modo inconsapevole… solo questo ci dovrebbe far comprendere quanto sia complesso il processo comunicativo che utilizziamo tutti i giorni e quanto sia importante conoscere e applicare correttamente le norme basilari.

Ogni tipo di comunicazione può assumere significati specifici, in funzione del contesto in cui siamo ma anche del tipo di messaggio che vogliamo inviare.

Partiamo quindi da una prima classificazione dei processi comunicativi che ci riguardano.

Sociale

Un mittente invia un messaggio a più destinatari, senza avere immediata percezione delle reazioni. Parliamo di comunicazione statica, ovvero priva di interazione fra mittente e ricevente. Per fare alcuni esempi… pensiamo alla pubblicità (cartelloni, insegne luminose, cataloghi, depliant), o alla stampa (quotidiani, settimanali, riviste) o semplicemente alla radio e alla televisione.

 

Interpersonale

Lo scambio di messaggi avviene in modo diretto, con possibilità d’interazione fra due o più individui.

Parliamo in questo caso di comunicazione dinamica, con diverse modalità di trasmissione del messaggio.

 

 

 

La comunicazione è vitale nella nostra società, pensiamo solo alle attività che svolgiamo quotidianamente, non potremmo rinunciare a comunicare. Se ci pensi un attimo… quasi ogni momento della nostra giornata lo passiamo a comunicare qualcosa a qualcuno.

 

I tipi di comunicazione

Per inviare un messaggio ai nostri interlocutori, possiamo avvalerci di varie modalità di comunicazione… la maggior parte delle quali le utilizziamo senza rendercene conto… inconsapevolmente.

Questo è uno dei punti che mi ha sorpreso maggiormente quando mi sono avvicinato, per la prima volta, a questi semplici ma importanti concetti… continua a leggere per capirne il vero motivo.

Questi tipi di comunicazione permettono di ottimizzare la trasmissione del nostro messaggio, o di arricchirne il contenuto sino a cambiarne completamente il senso.

Partiamo col dire che la comunicazione interpersonale, quella che riguarda direttamente tutti noi nel momento in cui inviamo un messaggio al nostro interlocutore, si suddivide a sua volta in:

Verbale

Questo tipo di comunicazione riguarda la lingua scritta o parlata… segue le regole grammaticali e sintattiche che ci vengono insegnate a scuola.

Poniamo maggior enfasi a cosa stiamo trasmettendo, che linguaggio utilizziamo, quali parole dovranno risultare più incisive.

 

 

Paraverbale

In questa modalità, per lo più inconsapevole, diamo importanza al come trasmettiamo un messaggio.

Un classico esempio è il modo con cui impostiamo la voce, il tono, il volume o il ritmo con cui scandiamo le parole, i silenzi, le pause, le espressioni sonore o i sorrisi.

 

Non verbale

Anche questa modalità di comunicazione è spesso inconsapevole, utilizziamo infatti l’espressività (mimica: espressioni del viso, sguardi), la gestualità (cinesica: espressione con il corpo, movimenti delle mani), la postura, la gestione dello spazio (prossemica: dove ci mettiamo rispetto al nostro interlocutore) fino al modo di vestire.

 

 

Causa ed effetti

So a cosa stai pensando… “si vabbé… tutti sappiamo comunicare e lo facciamo più o meno bene… perché mi stai dicendo tutto questo?

Questo è vero, tutti sappiamo comunicare… ma non tutti sappiamo che anche con ogni nostro minimo atteggiamento stiamo inviando un messaggio agli altri… magari qualcosa di completamente diverso rispetto a quello che vorremmo trasmettere con le sole parole.

Pensa solo a questo…  due metodi di comunicazione fra i tre elencati, mi sto riferendo a quello paraverbale e a quello non verbale, vengono attivati quasi sempre inconsapevolmente ma arrivano sempre a destinazione.

Proviamo a fare un esperimento… pensa ad una normalissima comunicazione fra te ed un tuo interlocutore… consapevoli ora del fatto che un messaggio viene trasmesso con una modalità verbale, una paraverbale e una non verbale… prova ora ad indicare in che percentuale questi tre modi di comunicare possano influenzare una corretta trasmissione e comprensione del messaggio?

Ti dico subito che, quando ho provato a fare la prima volta questo test, le percentuali che avevo indicato non si avvicinavano nemmeno lontanamente a quelle dedotte da studiosi del tema.

Ecco quindi che arriviamo ad un’altra importante verità… quella che mi ha fatto pensare maggiormente… continua a leggere per approfondire di cosa si tratta.

 

Il contributo dei metodi comunicativi

Lo psicologo statunitense  Albert Mehrabian, docente diventato famoso per le sue pubblicazioni relative al contributo degli elementi non verbali nei processi comunicativi fra persone, nel 1967 condusse studi e ricerche nel campo della comunicazione, teorie pubblicate poi nel 1972 nel libro “Nonverbal Communication“.

Questi studi dichiarano che la comunicazione  paraverbale (voce, tono, ritmo, velocità) e non verbale (postura, movimenti, gestualità, le espressioni del viso) hanno un impatto enorme in un processo comunicativo.

Non verbale

Il 55 % del messaggio viene trasmesso da comunicazione non verbale (gesti, corpo, mimica facciale e postura). Posso provare ad esprimere un concetto con delle bellissime parole che cercano di spronare, di agire, di credere in un qualcosa… ma se il mio corpo comunica un messaggio di incertezza, insicurezza, chiusura… magari con una postura dimessa… non avrò alcuna speranza di essere credibile. Il nostro corpo comunica sempre… gambe e braccia incrociate denotano chiusura e distacco nei confronti del nostro interlocutore.

 

Paraverbale

Il 38 % del messaggio viene inviato da comunicazione paraverbale (voce, tono, volume, ritmo).

Potremmo usare lo stesso esempio descritto per la comunicazione non verbale rapportandolo non alla postura ma al tono di voce dimesso, incerto, sottotono o aggressivo… anche questo non sarà coerente con le parole che stiamo usando.

 

Verbale

Ed ecco la mia prima grande scoperta… solo il 7 % del messaggio che stiamo trasmettendo… arriva al destinatario tramite comunicazione verbale.

Inizi a capire cosa intendevo dire con… “ho scoperto, con immenso piacere, un mondo che non conoscevo affatto“… benvenuto… e questo è solo l’inizio.

 

 

Questo significa che… con un messaggio chiaro e completo, usando un tono di voce adeguato, una gestione accorta degli spazi, della postura, dei movimenti del corpo e delle espressioni… riusciremo a mettere a proprio agio il nostro interlocutore ottimizzando il messaggio che vogliamo trasmettere.

E’ importantissimo riuscire a comunicare un messaggio allineando completamente tutti i tipi di comunicazione (verbale, paraverbale, non verbale) che abbiamo a disposizione… ricordati… devono dire la stessa cosa.

Ebbene si… hai proprio capito bene… solo il 7% del messaggio viene trasmesso con le parole… mentre, sempre secondo gli studi di Mehrabian, ben il 55% della comunicazione viene trasmesso da comunicazione non verbale.

Ma cosa si intende per comunicazione non verbale?

Vediamo insieme alcuni esempi di questo nostro modo inconsapevole (da oggi lo sarà meno) di comunicare.

  • Incrociare gambe e braccia, denota segno di chiusura fisica e mentale nei confronti dei nostri interlocutori… stiamo dicendo che non siamo aperti a messaggi provenienti dall’esterno.
  • La postura, altro importante segnale che stiamo trasmettendo… con una postura eretta e una gestualità molto ampia ed accentuata, stiamo trasmettendo un messaggio rigido e impostato, come se prendessimo le distanze per mantenere il nostro stato di superiorità e potere. Con una postura troppo rilassata, al contrario, segnaliamo disinteresse nei confronti dell’argomento che stiamo ascoltando.
  • La prossemica, ovvero la scienza che studia gli spazi e le distanze in termini di comunicazione, ci insegna che anche la nostra posizione rispetto agli altri sta comunicando qualcosa… se “vicini”, stiamo comunicando confidenza, familiarità, intimità, conoscenza reciproca… se “lontani”, stiamo trasmettendo formalità, distacco, rigidità.
  • Il sorriso, grazie al quale comunichiamo, fra le altre cose, sincerità o circostanza. Questo contributo fu apportato dal neurologo francese Guillaume Benjamin-Amand Duchenne nel 1862, infatti oggi viene anche identificato con “Sorriso Duchenne”. Secondo questi studi, la caratteristica principale per distinguere un sorriso reale, da uno di circostanza, consiste nell’osservare il sollevamento degli angoli delle labbra, per via dei muscoli della guancia, che genera piccole rughe intorno agli occhi.
  • La mimica facciale e le microespressioni, ne sono esempio il sollevamento continuo delle sopracciglia che denotano disagio, sorpresa, preoccupazione, paura, o come il mantenere la mandibola costantemente in tensione possa trasmettere una sensazione di stress per via della forte concentrazione, o anche la fronte corrugata risulti essere un segnale di stress o indisposizione verso i nostri interlocutori.
  • La gestualità, può comunicare imbarazzo… il “giocherellare” con le mani, con le dita, o con qualche oggetto, oppure sicurezza… quando indichiamo con lo sguardo per veicolare l’attenzione dell’interlocutore.
  • Lo sguardo, lasciato volutamente per ultimo… con gli occhi noi comunichiamo tantissimo non a caso sono la porta dei nostri pensieri… l’apertura oculare è direttamente proporzionale alla nostra attenzione nei confronti del nostro interlocutore, così come la grandezza della pupilla. Anche lo sguardo sta trasmettendo qualcosa di noi agli altri, i nostri occhi rivolti in alto a destra indicano che non stiamo dicendo tutta la verità, in alto a sinistra comunicano che stiamo cercando di ricostruire esattamente quello che è successo, in basso a destra comunica la valutazione di nuove sensazioni che sono pervenute da altri sensi, in basso a sinistra indica un momento di riflessione con se stessi.

 

Focus

Abbiamo visto come la comunicazione non sia solo composta da parole e grammatica… ma un insieme molto più ampio e complesso di forme di espressione… grazie alle quali riusciamo a trasmettere un messaggio nel modo migliore e più completo possibile, allineando tutti i metodi comunicativi a nostra disposizione.

Capire come stiamo comunicando ci aiuterà a dare maggiore enfasi al nostro messaggio.

Conoscere gli aspetti principali della comunicazione ci aiuterà a migliorare le interazioni di ogni giorno e a farci apparire come veramente siamo.

Continua a seguirmi… cercheremo di scoprire insieme questo mondo molto particolare ed affascinante, che molti già conoscono… chi più e chi meno.

E’ comunque sempre importante riprenderne in mano questi concetti e rispolverare qualche piccola regola di buona comunicazione… sicuramente male non farà… anzi eviterà di trasmettere messaggi parzialmente corretti, che sono alla base della maggior parte delle incomprensioni.

 


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Continua a seguirmi… Ricominciamo insieme… Restart !!!

 

Ultimo aggiornamento: 12.06.2020

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