Cosa ci impedisce veramente di cambiare? Perché, proprio quando siamo in procinto di effettuare un grande passo, la nostra mente viene attanagliata da dubbi e perplessità insormontabili o dalle paure più recondite? Perché, se poco prima ci sentivamo prontissimi al cambiamento, più ci avviciniamo alla meta e più veniamo assaliti da incertezze e timori?

Ti sei mai trovato in un momento particolare della vita in cui vieni colto da una smodata voglia di cambiare qualcosa? Intendo proprio quella sensazione di fastidio, più o meno marcata, che ti spinge a ricercare qualcosa di nuovo, di diverso… il solo fatto di pensare al cambiamento ti emoziona e ti fa sentire vivo più che mai. Hai mai pensato a tutto quello che avresti potuto fare di diverso o che vorresti fare nella vita? Ti sei mai sentito prigioniero di una “gabbia dorata”, con la volontà di inseguire i tuoi sogni e le tue passioni?

Bene… se almeno una di queste domande ha colpito nel segno, di seguito potrai trovare alcune delle risposte che potrebbero aiutarti a capire cosa sta succedendo nella nostra mente in questi precisi istanti.

Prima di partire con qualsiasi tipo di considerazione… risulta fondamentale capire come mai, nonostante la nostra volontà di cambiamento, spesso rimaniamo ancorati alla realtà quotidiana che tanto vorremmo cambiare, senza muoverci di una virgola. Cosa ci impedisce di portare avanti il tanto agognato processo di cambiamento?

Continua a leggere… iniziamo ad avventurarci nel processo del cambiamento.
 

Paura del fallimento

Una delle principali leve, in grado di frenare il nostro impulso di cambiamento, la possiamo trovare proprio nel timore “di non riuscire a fare… di fallire… e quindi di deludere ogni nostra aspettativa”, portandoci inevitabilmente ed inesorabilmente in una situazione di sconforto e indugio… “intanto aspetto… forse qualcosa poi succederà”.

Questo è uno dei primi comportamenti che ci spingono verso il fallimento totale del nostro progetto. Il timore di fallire è proprio il primo vero motivo che ci spinge a non partire affatto… “non riuscirò mai a fare questa o quella cosa”… niente di più sbagliato.

Approcciando questo discorso ad una metafora nautica… questo è il primo scoglio da affrontare per passare dal “porto sicuro” al “mare mosso”, uscendo così dalla banchina e quindi dalla propria “gabbia dorata”.

Ti ricordano niente queste parole? Prova a leggere il Post di Restart “Ricomincia dall’incipit”. Ricordi ora? Ebbene si… ci sono passato anche io, quindi so cosa stai provando.

Proprio nel momento in cui stiamo per sciogliere gli ormeggi, per poi partire con il nostro viaggio avventuroso finalizzato a vedere cosa c’é là fuori che ci attende, avviando così il processo di cambiamento… ecco… in procinto di esultare per questo ambito traguardo… qualcosa ci frena.

Nella nostra mente iniziano a farsi spazio con veemenza timori inaspettati… “ma cosa ci sarà là fuori? Saprò governare la nave anche con il “mare mosso”? Mi chiamerò pentito di essere uscito da questo “porto sicuro”? Perché dovrei uscire ed affrontare chissà quale avversità?”

Ecco… questa è quella che si definisce “resistenza al cambiamento”, ovvero quelle sensazioni di ansia, incertezza, timore, dubbio, paura dell’ignoto… sono proprio quelle che ci fanno stare male e alla fine ci fanno desistere dal nostro viaggio.

“Sto qui… nel mio “porto sicuro”… non mi manca nulla… anche se non sto bene… però nel dubbio di stare peggio… non faccio nulla !!!” Preferisco comunque stare in un posto che conosco… ed ecco un’altra frase che ti dovrebbe ricordare qualcosa… “chi lascia la strada vecchia per la nuova…”, inutile finire no?

 

Forma mentis

Tendenzialmente, chi più e chi meno, siamo per natura abitudinari. Avete mai provato a convivere con una persona estranea? I primi momenti sono terribili… le tue abitudini, i tuoi spazi, i tuoi istanti, i tuoi silenzi… tutte queste certezze vengono minate… e più diventi “grande”, più queste evidenze si accentuano.

La nostra mente crea, infatti, un proprio “ecosistema” fatto di abitudini, di situazioni confortanti e piacevoli, in ogni situazione si cerca sempre di ritornare nella soluzione che ci fa stare meglio… la nostra “comfort zone”.

Quindi… perché dovrei passare da una situazione nota, che pur pesante che sia mi fa comunque mantenere un certo stato di equilibrio anche se “instabile”, ad una ignota?

Ecco… detto in modo molto semplice… questo stato di variazione dei propri schemi mentali richiede sacrificio, sforzo, impegno, concentrazione… sto richiedendo un maggior consumo di “carburante” alla mia mente… maggior consumo si traduce in maggior sacrificio… maggior sacrificio si traduce in… resistenza!!!

Se poi, oltre a questo aspetto, introduciamo anche quello della “gabbia dorata”… allora è la fine indiscussa del nostro progetto. Per “gabbia dorata” intendo proprio tutte quelle cose che, comunque, al giorno d’oggi denotano un concetto di “risorsa scarsa”… per farti alcuni esempi, “ho un lavoro, uno stipendio che mi soddisfa, una routine che mi aggrada anche se non mi soddisfa appieno, …”, ti ci ritrovi?

Risultato? Devo proprio dirtelo? Stiamo fermi… immobili… “chissà magari… qualcuno farà il cambiamento per noi”. Certo… aspetta e spera che gli anni passano!!!

Si entra così in un circolo vizioso che ci farà evitare tutte le situazioni che anche solo minimamente consideriamo a rischio.

 

Cambia ora

Bene… ora che abbiamo capito che la prima paura che ci frena è proprio quella di fallire e che la nostra mente ricerca continuamente la situazione di minore stress possibile… non ti resta che fare una cosa sola… smetti di rimandareaffronta oggi quello che hai in mente di fare… ritagliati un momento della tua giornata ed inizia a pianificare, a piccoli passi, la direzione del tuo cambiamento.

Esercitati e preparati, giorno dopo giorno, iniziando da ORA, a sciogliere gli ormeggi e a metterti al timone della tua nave per intraprendere il tuo viaggio.

Dì la verità… hai mai pensato, almeno una volta nella vita, di cambiare qualcosa? Dal semplice quotidiano sino alle cose più importanti? Ti sei mai fermato a pensare cosa modificare per migliorare sensibilmente il tuo stile di vita?

Magari sei arrivato sino al punto di prendere serenamente, o anche drasticamente, una decisione ma, alla fine, sei ritornato al punto di partenza? Con tutte le conseguenze del caso… frustrazione, demotivazione, tristezza, insofferenza, rabbia… ma soprattutto con una sensazione di fallimento e con la conseguente perdita di autostima.

Ecco… si è appena attivato un circolo vizioso, che aumenterà in noi la resistenza al cambiamento per il prossimo tentativo.

Lo vuoi capire o no che non stai giocando a Monopoli, dove se peschi una carta sbagliata, fra imprevisti e probabilità, rischi di ritornare al punto di partenza… ti rendi conto che stai parlando della tua vita?

 

Le fasi del cambiamento

Il tema del cambiamento ha coinvolto, negli anni, moltissimi studiosi e ricercatori… solo questo ti dovrebbe far capire quanto sia diffusa questa esigenza… non riguarda solo te ma coinvolge molte più persone di quello che immagini.

Ebbene sì… benvenuto… non sei il solo a manifestare un senso di disagio e inadeguatezza nei confronti della situazione attuale… molti, come te, si mostrano solari e sorridenti ma, dietro le quinte, celano uno stato di frustrazione che si protrae nel tempo… conosci il detto “buon viso a cattivo gioco”… ecco, appunto.

Stiamo parlando degli anni ’70 quando James Prochaska e Carlo Diclemente pongono le basi del “Modello Transteorico del Cambiamento”, dopo aver confrontato centinaia di valutazioni, di illustri studiosi, relative a questo tema… studio poi finalizzato nei primi anni ‘80.

Questo modello è stato largamente utilizzato negli anni a venire, persino nelle terapie di gruppo più delicate, grazie alla sua semplicità nel definire in modo pratico una teoria estremamente complessa come quella del cambiamento. Secondo questo modello, il cambiamento deve essere inteso come continuo e a piccoli passi, da evitare invece un approccio drastico e definitivo che porterebbe ad un potenziale insuccesso.

Questo studio mette in evidenza le fasi del cambiamento:

  • PRECONTEMPLAZIONE: non stai ancora pensando di cambiare (immagino tu abbia già superato questa fase, visto che stai leggendo questo articolo… bene, passiamo alla fase successiva).
  • CONTEMPLAZIONE: si pensa di cambiare (ecco ti ho trovato… sei qui… lo immaginavo, stai pensando di cambiare… attenzione a non rimanere troppo in questa fase).
  • DETERMINAZIONE: ti stai preparando al cambiamento (ci arriveremo insieme).
  • AZIONE: la meta ambita che determina l’effettivo passaggio del cambiamento (arriverà anche questa).
  • MANTENIMENTO: si continua nella fase di miglioramento continuo e cambiamento (sarà un successo).

A seguire si possono verificare questi due scenari:

  • USCITA: il cambiamento oramai è intrinseco nel tuo DNA e puoi correre a gambe levate verso il tuo sogno.
  • RICADUTA: la fiamma del cambiamento si è affievolita e si riparte dal “via”, proprio come a Monopoli.

 

Un gradino alla volta

Perfetto… tante belle teorie… tante belle nozioni… ma allora… perché non riesco a fare quel passo?

Guardando le fasi del cambiamento appena elencate, una volta superati gli step iniziali di “precontemplazione” e “contemplazione”, dalla fase di “determinazione” a quella di “azione” deve trascorrere pochissimo tempo… non si deve permettere di vanificare ogni sforzo fatto sino a quell’istante, nemmeno dalla più banale indecisione.

Arrivato in questa fase devi essere rapido, deciso, motivato, non guardare indietro ma solo avanti, quindi preparati bene e per tempo con un piano d’azione ben organizzato e strutturato.

Poniti come primo obiettivo anche solo una piccola azione concreta, ovviamente in linea con le tue possibilità del momento e con le tue aspettative, non strafare. Sali il primo gradino, mi raccomando che sia piccolo e raggiungibile in pochi giorni, questo primo traguardo deve essere centrato subito, entro il primo mese dall’avvio della fase di “azione”, per questo deve essere piccolo e concretizzabile immediatamente.

In questa fase non guardare mai il gradino più in alto della tua scala, ma solo il tuo prossimo obiettivo che deve essere il gradino immediatamente successivo. Mantieni una pianificazione ed un’orizzonte temporale di breve durata (circa 3 mesi).

Sali un gradino alla volta… mi raccomando!!! Questa azione è fondamentale in questa specifica fase. Ogni piccolo traguardo raggiunto ti darà maggiore forza e motivazione per raggiungere il prossimo obiettivo… eccolo… il circolo virtuoso… inizi a sentirne il profumo?

Inserisci piccolissimi cambiamenti in ogni momento quotidiano, abitua la tua mente un poco alla volta per non affaticarla troppo, evitandole stress inutili in modo che non possa alzare barriere di resistenza.

Ogni giorno poniti questa domanda:

  • Qual’è quella piccola situazione, la meno fastidiosa, che potrei cambiare oggi?

Parti da questi semplici esercizi, piano piano… e mettili in pratica ogni giorno. Devi però essere costante, come fosse prescritto dal Dottore.

E’ vero… può sembrare un approccio lungo… sono consapevole del fatto che siamo la generazione del “tutto e subito” tempestati da milioni di informazioni che ci arrivano da ogni dove… ma fidati, questo è un validissimo modo per iniziare il tuo percorso di cambiamento, soprattutto se frenato dagli aspetti che abbiamo visto prima. Ricordati… un passo alla volta… in modo da garantire un ottimo risultato.

 

E’ arrivato il momento di agire

Pensa a te fra qualche anno, nel caso in cui tu ora decidessi di non cambiare nulla. Come potrà essere la tua vita se deciderai di rimanere in questo stato di insoddisfazione o di insofferenza? Sarà migliore o peggiore?

Non lo possiamo sapere con certezza, ma se non ti poni come obiettivo quello di migliorare adesso, in questo preciso momento, quasi sicuramente questa situazione non migliorerà da sola. Ho aggiunto il “quasi” solo per scrupolo, chissà… magari un’eredità imprevista… proprio come nelle probabilità del gioco del Monopoli… attenzione però a non prendere la carta degli imprevisti, che ti potrebbe riportare in un attimo al punto di partenza.

Bhè puoi sempre provare… continuare a vivere la tua vita. Solo un piccolo avvertimento… se sei arrivato a leggere queste parole significa che un primo campanellino è già suonato dentro te… ascolta i segnali che il tuo corpo e la tua mente di danno.

Paure, insicurezze, indecisioni… tutte cause che ti spingono a fare una cosa sola… rimandare… come se il vecchio detto fosse “mai fare oggi quello che puoi fare domani”. Lo sai che non è così… vero???

Ci sono due tipologie di eventi che solitamente si verificano nella nostra vita:

  • Quelli per cui abbiamo pieno controllo
  • Quelli che accadono e basta

Prova a riflettere… se le tue risposte gravitano quasi sempre intorno a queste:

  • Non è colpa mia
  • Non posso farci niente
  • La colpa è dell’altro
  • Doveva succedere

Queste risposte rientrano nella sfera dell’impotenza appresa, non è un tratto della personalità ma un modello di vita che può essere modificato.

Si… hai capito bene… ricordi il motto di questo progetto? Te lo ricordo io… “Homo faber fortunae suae”.  Inizia adesso… sii artefice della tua vita e inizia e sentirti responsabile di ciò che ti accade.

Quindi parti da questa domanda… cosa posso fare di concreto per iniziare a cambiare questa situazione? Ricordati… piccoli passi… guarda al traguardo immediatamente successivo… non guarda in cima. Non chiederti perché dovresti farlo, ma come farlo.

Inizia a comunicare a te stesso ciò che ti sta succedendo. Le parole rappresentano il primissimo gradino del cambiamento… prima di governare il timone della tua vita, devi governare quello della tua mente… passo fondamentale per raggiungere la consapevolezza di te stesso. Ritagliati qualche minuto adesso ed inizia da questo piccolo esercizio pratico. Inizia ad ascoltarti, a prendere coscienza delle tue emozioni, in modo da prepararti alla gestione del cambiamento con una visione più consapevole di te stesso.

 

Le nostre abitudini

Il nostro comportamento, negli anni, ci porta ad acquisire delle abitudini e queste ci fanno compiere le stesse azioni in modo quasi costante.

Certamente dobbiamo fare un distinguo… ci sono abitudini positive e altre negative, da correggere. Anche qui ritorna il concetto della consapevolezza di sé stessi… dobbiamo riuscire ad identificare quelle che per noi sono le abitudini positive e riuscire a discernere quelle che, invece, danneggiano il nostro vivere e quindi il nostro cambiamento.

Una volta identificate, proviamo a ripercorrere i processi visti poco fa sostituendole con abitudini positive ma… sempre un gradino alla volta.

 

Ti lascio alcuni spunti che potrebbero essere utili nelle tue riflessioni sul:

Cambiamento

Il Cambiamento

 

 

Continua a seguirmi… Ricominciamo insieme… Restart !!!

 

Ultimo aggiornamento: 30.05.2020

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